A lezione nello spazio pubblico

Se gli ambienti digitali si sono rivelati indispensabili a fronteggiare l’intera crisi ecosistemica da Covid, se è vero che ne riconosciamo la portata e che continueranno a far parte della nuova normalità, è tuttavia paradossale rinviare ancora tutto nel cloud rinunciando alla città, mai come adesso restituita dalla circostanza ai cittadini.

Ho raccolto così alcune esperienze romane di utilizzo alternativo dello spazio pubblico in ambito formativo e ricreativo particolarmente fertili, nate dalla capacità di saper cogliere il potenziale d’uso variabile dell’esistente: “Si è aperto uno scenario, un’opportunità generativa a mio avviso – racconta Laura Negrini, Direttrice della sede romana dello IED, Istituto Europeo di Designe proprio da un moto di reazione positiva nasce La Città Insegna, un progetto che risponde sostanzialmente ad un quesito, la città può essere una classe? Tenendo conto del contingentamento la città offre innumerevoli opportunità di fare lezione, sia in ambiente esterno che interno e non potendo rientrare in aula abbiamo costruito un programma integrato a quello on line con una serie di lezioni che partissero proprio da ciò che la città offre per contribuire ad insegnamenti specifici”.

E così per iniziare IED Roma ha organizzato sei lezioni in luoghi eloquenti della capitale, tenute dai docenti delle relative materie in collaborazione con professionisti legati alle specificità dell’aula prescelta di volta in volta: “All’Orto Botanico ad esempio, siamo entrati seguendo tutti i dispositivi prescritti in loco e guidati dal botanico della struttura per poi fare una lezione di grafica applicata attraverso la lettura della texture delle piante – continua la Negrini –  a partire dalle statue di Castel S. Angelo si è svolta invece una lezione di semiotica mentre con la collaborazione di un archeologo dei Mercati Traianei, è stata realizzata l’ intera storyboard di uno spot pubblicitario utilizzando le 130 fomelle della Colonna di Traiano. All’interno del Parco Archeologico del Colosseo si sono studiate le diverse possibilità di trasferire contenuti attraverso il sonoro e le tecnologie immersive”.       

La misura di distanziamento è stato l’incipit per sviluppare l’esperienza didattica performativa con IED – spiega Nasrin Mohiti Asli, che insieme alla collega Margherita Manfra, entrambe architette del Collettivo Orizzontale, sono state direttamente coinvolte nella lezione  frontale di Interior Design all’aperto, presso l’archetipo della piazza per eccellenza, Piazza del Campidoglio: – abbiamo sviluppato un esercizio di misura attraverso cui interagire con lo spazio e sovrascriverlo, creando geometrie relazionali per stimolare l’azione e il pensiero in maniera ludica, leggera e istantanea. La misura della distanza, materializzata tramite il disegno con due corde, non è stata utilizzata per separare in maniera stanziale e rigida, ma per creare interazione tra i partecipanti e con lo spazio iconico di Piazza del CampidoglioOgni persona era un vertice del disegno e le geometrie risultavano visibili solo raggiungendo un equilibrio tra le tensioni delle corde. Gli schemi grafici hanno sovrascritto il disegno geometrico della pavimentazione, facendo emergere alcuni dei principi salienti del progetto di Michelangelo. La prima figura era il trifoglio, orientata in modo da sottolineare l’apertura della piazza verso la città e il fuoco prospettico su palazzo Senatorio. Poi due ogive, per segnalare gli assi principali di sviluppo della piazza. Infine un dodecagono costruito sulle dodici punte della stella centrale, il cui epicentro rappresentava l’ombelico del mondo ed effettivamente con la convessità del pavimento si ha la sensazione di trovarsi sopra ad una sfera. Così la percezione del Campidoglio come luogo di governo dell’impero, al centro della vita degli antichi romani e prima ancora degli etruschi e testimonianza di una millenaria convivenza di tradizioni tra sacre e profane che hanno determinato l’identità del colle capitolino come centro di rivalità religiosa e politica.  La seconda parte della lezione si è tenuta all’interno del Palazzo Senatorio“.

La Città Insegna – conclude la Direttrice di IED Roma – è destinata a proseguire e non necessariamente in luoghi consacrati dalla città storica ma anche nello spazio pubblico di aree decentrate della città”. E se il Parco degli Acquedotti è stato il set per lo shooting di moda sempre nell’ambito del suddetto progetto, poco distante, altre iniziative sono andate nella stessa direzione.

E’ il caso del piazzale del Parco Giordano Sangalli di Tor Pignattara (V Municipio) che ogni sabato nel tardo pomeriggio, grazie all’Associazione Culturale El Cuerpo, in collaborazione con il Comitato Spontaneo dell’Acquedotto Alessandrino, Organizzazione di Tutela Ambientale, si trasforma in scuola di tango argentino a cielo aperto per lezioni ad hoc: “Abbiamo disegnato dei quadrati per terra per poter danzare in sicurezza – racconta la poliedrica artista e Maestra di tango Marcela Szurkaloci concentriamo per ovvie ragioni su esercizi di tecnica individuale o d’improvvisazione a due ma a distanza, creando dialoghi di movimento. Facciamo attività in cerchio e a volte ci cimentiamo nella Chacarera, un ballo del folklore argentino. Nell’esigenza profonda di poterci finalmente ritrovare, incontrare, la sfida per tutti è quella di cambiare qualcosa della propria attività, di sperimentarsi per poter stare insieme, per la socialità che è mancata. Il tango poi di per sé, dagli ambienti più raffinati a quelli più popolari è socialità, e la svolta con tutti suoi limiti  è che il piazzale rispetto al palco del teatro può accogliere più persone”.

E dopo il design, la moda, la comunicazione, le arti visive e quelle performative come la danza, passiamo allo sport, che unisce per definizione e arriviamo nella cornice dell’EUR (IX Municipio) dove protagonista è stata la scalinata monumentale del Museo della Civiltà Romana (meglio noto ai residenti come Il Tempietto) plateale ring per una delle prime tappe di Fight XCross, evento sportivo itinerante e phygital, che avviene contestualmente sia in digitale, visibile su piattaforma Zoom, che  in presenza presso luogo e data comunicati (il più delle volte) solo all’ultimo momento, in una vera e propria Caccia alla Fight! Leggiamo su Instagram: Siamo la storia che diventa tradizione.  La modernità che supera il passato. Tre indizi, un luogo segreto, la possibilità di farla in diretta insieme. Siete pronti?. “E’ un evento concepito in quarantena, che nasce dal bisogno di libertà e di vicinanza – racconta Fabrizio Iacorossi, Fondatore di XCROSS Roma  innovativo Training Center personalizzato dedicato ad atleti e non – si tratta di lezioni dal vivo collettive, prenotabili tramite apposita App, di corpo libero, riscaldamento, rinforzo addominale, tonificazione etc. Non c’è un calendario prestabilito di incontri, bisogna partecipare alla Caccia!”. I luoghi prescelti vanno dalle piazze monumentali alle spiagge e nella fight la sfida è solo con se stessi, per superare i limiti, propri e delle circostanze… e stravincere!

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