IMMAGINI PER FARE LA DIFFERENZA

A DISPOSIZIONE IL DATA BASE OPEN SOURCE A CURA DEL COLLETTIVO VERSO

Se è vero che le parole danno forma al pensiero, le immagini e il simbolico visuale hanno un ruolo fondamentale nella costruzione sociale della realtà perché intervengono nel processo stesso di percezione del reale da parte dell’essere umano. Profondamente legate al contesto in cui sono collocate, difficilmente le “figure” hanno un carattere meramente oggettivo.

Prendiamo l’architettura: pensate che le immagini utilizzate in questo settore siano neutrali? Pensate che siano scevre da una visione ideologica o politica? 

Le immagini in architettura (e non solo) sono sempre politiche – ci spiega Lorenzo Baluganiarchitetto, urban designer e Co-Direttore del Collettivo Verso, Associazione indipendente di giovani professionisti operanti nell’ambito del Social Design con sedi tra Bologna e Milano – nei rendering di presentazione dei progetti finalizzati alla vendita, la realtà rappresentata risulta ancora colonizzata da figure dominanti come l’uomo bianco, la donna giovane (possibilmente magra) e solo raramente si introducono figure di persone con caratteristiche diverse dallo standard a meno che non si tratti di progetti specifici sull’inclusività”. Muovendo da tale presupposto il Collettivo Verso, ha creato e messo a disposizione, a fini non commerciali, Lessici Inclusivi, un archivio gratuito di immagini scontornate in png dedicato ad architetti e comunicatori che vogliano operare nel proprio lavoro, una scelta critica ben precisa, riflettendo la società con immagini che ricalchino effettivamente la complessità e le diversità di cui ciascuno di noi è portatore: “Inserire immagini di persone che non sono mai rappresentate non vuole essere una performance estemporanea o artistica, ma un modo di normalizzare la diversità” continua Lorenzo.

Se nella comunicazione dell’architettura così come di altri settori e discipline che formano e informano il nostro immaginario (il cinema, il teatro, la fotografia, la pittura) si prendesse in considerazione l’”adesione alla diversità” come prassi performativa, anche il discorso pubblico, a maggior ragione sulla città, risulterebbe meno polarizzato: “Dire che siamo tutti uguali è un principio etico guida ma non aderisce alla realtà perché di fatto siamo tutti diversi – continua Lorenzo – l’uguaglianza non è un qualcosa che si raggiunge una volta per tutte, ma è frutto di un processo che parte proprio dal riconoscimento di ciò che ci distingue l’un l’altro. Sarebbe meglio parlare di equità: riconoscendo diverse possibilità a seconda di chi abbiamo di fronte dobbiamo dare cose diverse, a qualcuno di più ad altri di meno”.

Nonostante diversi database, gratuiti o a pagamento di immagini in formato digitale compresso (png), sul web non è facile reperire materiale dello stesso tipo che abbracci un discorso sulla diversità, per questo il Collettivo Verso, costituito prevalentemente da architetti formatisi all’Università degli Studi di Ferrara, ha reso fruibili le immagini che l’associazione in primis utilizza nel proprio lavoro in Italia e all’estero (Benin): “Attenzione, non si tratta di immagini inedite, mai viste o oscurate – interviene Paola Caselli, Lead Architect dell’Associazionesono immagini che vediamo quotidianamente anche alla tv perché sono la realtà. Noi non facciamo altro che riproporle scontornate perché se si vuole intervenire in architettura nell’urbanistica con dei progetti di rigenerazione o riqualificazione devono essere progetti calati nel reale e come tali vanno rappresentati. Per noi questa è una chiara scelta di campo, una presa di posizione. Poi ognuno elaborerà e utilizzerà le immagini scaricate con il proprio senso critico”.

Mentre Lessici Inclusivi è stato lanciato ed è in continuo aggiornamento, il Collettivo Verso è in procinto di realizzare un secondo archivio con immagine assurde, anacronistiche ed iperrealiste che inseriscano nei render elementi paradossali (Es. mobilità lenta rappresentata con un uomo che cavalca una testuggine): “Si tratta di spedienti visivi per non banalizzare la discussione ad un livello in cui ci si capisce solo tra architetti – continua Lorenzo – nell’inserire elementi di novità in un tipo di comunicazione prevalentemente standard vorremmo cercare di produrre diversi livelli di lettura e Lessici Inclusivi svolge un po’ questa funzione”.

Verso” il nome dell’organizzazione, indica un processo, non una meta e in nome di quel principio di equità già richiamato, vede lavorare insieme architetti e ingegneri sulla base di principi etici non geograficamente localizzati anche quando si tratta di progetti nell’ambito della cooperazione internazionale: “Ci occupiamo di Social Design e quello che facciamo in Italia non è diverso da quello che facciamo in Africa, solo che se lo facciamo in Africa è prassi comune parlare di intervento umanitario o di assistenzialismo ed è scorretto”.

L’approccio decoloniale è per il Collettivo un metodo di lavoro a prescindere che questo avvenga “ai margini o dai margini” e non c’è contesto spaziale, geografico o storico in cui, per la realizzazione dei progetti non si faccia appello agli “esperti” locali (associazioni, cittadini , chiunque sia portatore ed insegnate della propria irripetibile esperienza) Verso un processo di cambiamento sempre più accessibile e collaborativo.

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